MEMBRANOFONI

classe di Strumenti nei quali il suono è prodotto per mezzo della messa in vibrazione di una membrana tesa su un’apertura.

I tamburi ad esempio, sono costituiti da una cassa cava su cui sono tese delle membrane. In base ai modi in cui la membrana è messa in vibrazione si distinguono in tamburi a percussione a pizzico a frizione. I primi possono essere percorsi direttamente con le mani o con le bacchette i secondi montano una corda che pizzicata trasmette alla pelle le sue vibrazioni. I materiali di cui sono fatte le casse sono i più diversi: metallo legno terracotta eccetera, e così le forme da essere assunte: a paiolo a cilindro a barile a clessidra a cono a calice a cornice in tutte le culture i tamburi sono al centro di complessi rituali per la loro costruzione utilità utilizzazione, e sono oggetti di tabù, di culti e di costruzioni mitiche, spesso legati al significato simbolico della pelle di animale usata per la membrana.

Tamburi a cornice o tamburo a mano: come attestano numerose scoperte archeologiche il tamburello a mano è uno degli strumenti più antichi è originario della Mesopotamia lo prova un vaso risalente a 3000 anni prima di Cristo conservata al museo di Istanbul che raffigura una processione con personaggi che suonano un tamburello con cornice rettangolare tenuto sotto il braccio sinistro. Il tamburo a mano moderno consiste in una sottile fascia di legno circolare (cornice) sulla quale tesa una sola pelle, ed è costruito generalmente in modelli che possono avere una membrana fissa o tesa mediante viti. Suono intensità dipendono unicamente dalle vibrazioni della membrana e non dalla cassa di risonanza. Sono presenti nello strumentario modelli con misure da 20, 25, 30, 40 cm di diametro.

Tra gli Strumenti a percussione più utilizzati per la musicoterapia c’è sicuramente il tamburello o tamburo basco, strumento membranofono. Il piccolo cerchio di legno su cui è attesa la pelle presenta delle fessure nelle quali sono applicati piccoli sonagli o piastre metalliche. Si adopera percuotendo la pelle con le dita o agitandolo rapidamente o strofinando la pelle per la lunghezza del diametro, ottenendo un suono di trillo.

 

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